“Naviganti” di Daniele De Michele arriva su Rai Play

9 Marzo 2022

Una scenografa disoccupata, un musicista rimasto senza spettacoli, un contadino poeta. Tre personaggi con un destino in comune: la perdita di ogni certezza causata dal Covid. E, in alcuni casi, anche del loro lavoro. È questo l’inizio dei “Naviganti”, il film-documentario di Daniele De Michele (Donpasta), in esclusiva su RaiPlay a partire da giovedì 10 marzo. Prodotto dalla Apulia Film Commission e dalla Fondazione Con il Sud, il lungometraggio offre allo spettatore un quadro amaro che da una parte racconta di come tanti artisti, dopo il lockdown, si siano messi a fare altri mestieri per vivere e dall’altra racconta di una società senza l’arte.

Infatti, quando nell’agosto 2020 tutto riapre, dopo mesi di confinamento in casa, gli artisti sono gli unici a non riprendere normalmente il loro lavoro. Nel tempo di un anno e mezzo, dentro e fuori il lockdown, Donpasta racconta la sua quotidianità intrecciata a quella dei tre protagonisti (la scenografa, il musicista ed il contadino poeta), documentando il modo in cui sono sopravvissuti a un conflitto esterno e interno. Loro percepiscono che nella crisi le cose fragili rischiano di scomparire. Hanno quindi bisogno di un’idea per uscire dalle acque torbide ed è così che diventano… Naviganti.

Il film documentario è uno dei 10 progetti filmici prodotti dalla Fondazione CON IL SUD e Fondazione Apulia Film Commission, nell’ambito del Social Film Production Con il Sud. Il Bando, unico nel suo genere, è stato lanciato nel 2020 dopo gli ottimi risultati della prima edizione (tra tutti, “Santa Subito” di Alessandro Piva, vincitore alla Festa del Cinema di Roma nel 2019) con lo scopo di promuovere la collaborazione attiva tra società di produzione cinematografiche e organizzazioni del terzo settore meridionale, per raccontare il Sud Italia in modo non convenzionale, attraverso i suoi fenomeni sociali.

I PROTAGONISTI

Daniele Sepe è un importante musicista napoletano messo in difficoltà dalla crisi. La sua storia inizia come tutti, con una suonata di sassofono via zoom e una riflessione amara sull’inutilità dell’arte.

 Modesto è un contadino e pastore del beneventano, ma anche un poeta visionario. Era il personaggio principale del documentario “I Villani”, sul mondo rurale. Osserva il mondo dalla sua campagna selvaggia e incontaminata, ponendosi la questione fondamentale: riuscirà l’uomo a imparare la lezione?

Giulia Bonaldi è artista e illustratrice di Castiglione D’Adda, nella prima zona rossa d’Italia. Coinvolta per le illustrazioni del film, racconta, con il regista, del dolore di aver perso tutti i lavori che avrebbe dovuto fare e delle preoccupazioni sul futuro del figlio ventiquattrenne. Lei, con un passato glorioso di scenografa nei più importanti teatri italiani, si ritrova nell’urgenza di sbarcare il lunario, prendendo il primo lavoro che le capita sottomano: fare le pulizie in un bar della periferia lodigiana. Una volta uscita dal lockdown, l’unica cosa importante  era tornare a fare l’artista. Per farlo, ricomincia dalla strada.

Marco Revelli è sociologo del lavoro. Durante l’arco del film interviene per tessere una riflessione su Covid, capitalismo, arte e lavoro, intervistato da una giornalista radiofonica. Giustina Terenzi, di Controradio.

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